venerdì, 20 marzo 2009

Returns

Dopo che i giorni passano davanti allo schermo di questo pc a scrivere, scrivere, scrivere, per me tornare a questo blog è come entrare in un posto caldo e accogliente, come mettersi sotto le coperte in pieno inverno.
Che dirvi, già non amavo molto stare qui a pontificare prima, figurarsi adesso con la stanchezza che ho addosso. Non ho mai pensato che vi interessasse qualcosa di quello che penso, anche se questo è assolutamente contrario al concetto stesso del blog..
Che dire, abbiamo le ronde, impiegati tenuti sotto controllo e nessuna crisi economica. Direi che l'Italia va benissimo, no? Da quando hanno scoperto che gli stupratori rumeni della Caffarella non avrebbero stuprato, tralaltro, i rumeni stranamente sembrano aver smesso di stuprare.
L'italia va benissimo, no?
jachino alle 22:08 in:
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martedì, 02 dicembre 2008

Lingua e dialettu, Ignazio Buttitta

Un populu
mittitilu a catina
spughiatilu
attuppatici a vucca
è ancora libiru.
 
Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavula unnu mancia
u lettu unnu dormi,
è ancora riccu.
 
Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.
 
Diventa poviru e servu
quannu i paroli non figghianu paroli
e si mancianu tra d’iddi.
Mi nn’addugnu ora,
mentri accordu la chitarra du dialettu
ca perdi na corda lu jornu.
 
Mentre arripezzu
a tila camuluta
ca tissiru i nostri avi
cu lana di pecuri siciliani.
 
E sugnu poviru:
haiu i dinari
e non li pozzu spènniri;
i giuelli
e non li pozzu rigalari;
u cantu
nta gaggia
cu l’ali tagghiati.
 
Un poviru
c’addatta nte minni strippi
da matri putativa,
chi u chiama figghiu
pi nciuria.
 
Nuàtri l’avevamu a matri,
nni l’arrubbaru;
aveva i minni a funtana di latti
e ci vìppiru tutti,
ora ci sputanu.
 
Nni ristò a vuci d’idda,
a cadenza,
a nota vascia
du sonu e du lamentu:
chissi non nni ponnu rubari.
 
Non nni ponnu rubari,
ma ristamu poviri
e orfani u stissu.

Per chi di voi non conoscesse il dialetto, consiglio di cercare la traduzione..
jachino alle 22:32 in:
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martedì, 02 dicembre 2008

Christmas is coming..

E' dicembre, il Natale si avvicina.. E si prepara molto probabilmente la mia consueta crisi depressiva da feste.
Diciamo che ormai è una consuetudine che attendo quasi con più impazienza delle feste stesse..
La temperatura sta scendendo.. La sera ci sono quei 10 gradi che fanno rabbia a chi convive con la neve ma che per noi dell'estremo sud sono il FREDDO.. Per noi siciliani settembre è già inverno.. Se la temperatura scende sotto i  venti gradi, tutti coloro che sono capaci di pronunciare "minchia" come farebbe il Padrino, iniziano a lamentarsi di un inverno, arrivato troppo presto e soprattutto particolarmente rigido..
Natale vuol dire panino con la meusa - milza e polmone di vitello - e profumo di limoni e arance..
Natale vuol dire idioti vestiti da Babbo natale, o da contadinelli siciliani, che vanno in giro per le cappellette cittadine a suonare canti natalizi, nella speranza di raccogliere qualcosa dal Comune..
Natale sta arrivando.. e, per assurdo, tutti noi a "Natale sta arrivando" stiamo subliminalmente associando "arriva Coca cola"..
forse c'è qualcosa di malato.. anche perchè con la milza sta molto meglio la gassosa..
jachino alle 12:04 in:
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lunedì, 10 novembre 2008

Kossiga due, il ritorno

Voglio aggiungere qualcosa rispetto al post su Kossiga. Sono stupìto e amareggiato che dichiarazioni di questo tipo siano passate per "provocazioni".
Berlusconi definisce Obama "bello, giovane e anche abbronzato"? Scoppia il caso e il casino. Tutti a valutare quanto la dichiarazione di Berlusconi influirà sulla politica internazionale italiana, a soppesare i rischi di una guerra termonucleare. Il Pd in visibile eccitazione sessuale su tutte le televisioni - beh, non proprio tutte - a replicare a Silviuzzu beddru, che nel frattempo aveva anche alzato il tiro, dando del coglione a mezzo emisfero terrestre.
Un dispiegamento di forze massiccio per l'ennesima, scontata e becera battuta del Cavaliere, convinto, come ha asserito Paolo Guzzanti, che finchè la gente attorno a lui ride è autorizzato a dire ciò che vuole.
I giornali di destra a fingere, i giornali di sinistra ad attaccare.
Poi, come era normale che fosse, oggi di quell' "abbronzato" non parla più nessuno, e quindi tanta carta sprecata per nulla. La sinistra non ha ancora capito come funziona la nuova politica.
Alla gente quell' "abbronzato" provoca al massimo un disagio momentaneo, quando non un sorriso. E dopo un paio di giorni il cittadino dimentica, sommerso da un fiume di nuove notizie, di nuove informazioni, di nuovi delitti e nuove succose atrocità.
Se la sinistra non capirà questo, non vincerà mai.
Ma davvero c'è qualcuno a sinistra convinto che tra gli elettori della Lega nord la maggioranza creda nel dio Po o nella Padania? O forse la gente è ormai giunta alla conclusione tipicamente da prima Repubblica che suonava all'incirca come "sì, è un ladro, ma fa mangiare tutti"? 
E allora godiamoci Franceschini che eleva a rango di dichiarazione sensata i biascichii di Gasparri e Berlusconi mentre in  Senato oggi siede un uomo che, con serenità, dice alla polizia di aspettare che ci siano feriti tra i civili - meglio se donne, vecchi o bambini - per reprimere meglio la protesta studentesca, sostenendo che per governare è necessario creare paura.
Kossiga dice questo, e intorno a lui il silenzio.
Che meraviglia..
jachino alle 14:44 in:
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domenica, 09 novembre 2008

Torna la "Pantera"? Torna anche Kossiga

«Caro Antonio Manganelli, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l’ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc. Osando contro l’osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti più grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. È stato, mi creda! un grande errore strategico. Aspetterei ancora un po’ adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ‘Bella ciao’, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno. Il comunicato del Viminale  dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ‘Hitler! Hitler!’. Questo il mio consiglio»
jachino alle 12:21 in:
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mercoledì, 05 novembre 2008

Perchè che passino dieci o cento anni, mancherai sempre, Faber

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

jachino alle 12:22 in:
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giovedì, 30 ottobre 2008

Il maggio è lontano..


Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...

In questi giorni per molti è tornata a ruggire la "Pantera". Tanti studenti, tanti professori, tanti ricercatori tutti in piazza come gli animali sull'arca di Noè per protestare contro la voce della nuova finanziaria che si occupa di scuola.
Sull'arca di Noè perchè i soggetti che manifestano sono tanti "animali", ovviamente metaforicamente, che in natura si ucciderebbero a vicenda, impegnati ognuno a tirare a sè un brano della coperta. Ci sono i professori universitari che negli anni hanno piazzato amici e parenti; ci sono alcuni politici che negli anni hanno fatto, con i soldi pubblici, regalìe e promesse; ci sono i rettori, che hanno approvato facoltà assolutamente inutili, ma inutili per davvero, e che saranno pronti a grufolare in mezzo ai soldi dei privati come maiali in mezzo al pastone; ci sono gli studenti, che sono quelli che in questi anni l'hanno presa nel culo dai soggetti sopradetti.

Essere favorevoli a questa finanziaria è come esserlo al ritorno del vaiolo: solo i pazzi possono esserne entusiasti. E mi fa fumare le palle che si giustifichi una condotta economica finalizzata solo ad evitare di aumentare le tasse - a qualunque costo -, con una riforma "morale" dell'istruzione. Ridurre la spesa senza riformare il sistema è come evitare di dare acqua ad una albero per evitare che faccia troppe foglie.
Poi tutti in piazza, chi per manifestare contro la Gelmini, chi per fare casino, chi per combattere il nuovo 68 - qualche giornalista ha fatto dalle pagine de "il Giornale"- a colpi di mazza tricolore..
Ci sono tante belle anime in piazza, insomma.. E ci aspettano bei giorni.. Per fortuna non è maggio..
jachino alle 22:33 in:
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martedì, 28 ottobre 2008

e che titolo volete io metta?

A volte pensare fa male, e alle volte fa male anche solo pensare a qualcuno.
Qualcuno che non puoi avere, ma che vorresti. Qualcuno che scopri desiderare senza dolore, senza angoli bui, senza speso necessarie complicazioni.
Qualcuno a cui magari non pensi nel corso della giornata, qualcuno che non ti occupa la mente, che ti lascia libero di fare il tuo, di vedere e vivere il tuo mondo, ma che ti strappa un sorriso con un solo piccolo gesto, con una parola, e lo fa senza badarci nemmeno. Il suo essere spontanea ti colma il cuore, ti rende leggero senza troppe parole.
E allora magari io ti penso, e tiro fuori queste righe, senza esagerati romanticismi, senza retorica alcuna. Solo per dirti che ti penso ma non ti ho, e forse già questo basta.
jachino alle 12:08 in:
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martedì, 28 ottobre 2008

Senza parole..

-"Pronto, carabinieri di Lercara Friddi?"
-"Dica"
- "Salve sono xxxx lavoro per xxxxxx."
- "Eh.."
- "Ho saputo che sulla statale 189 all'altezza di Lercara c'è stato un incidente stradale grave. Un'auto contro un tir..."
- (sospira) - "Eh.."
- (sospiro) -" Eh, volevo sapere le condizioni dei feriti"
- "Guardi, c'è un morto, un uomo. La moglie.. la moglie non è morta, è molto grave,  ma ci stiamo lavorando.."


jachino alle 11:58 in:
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domenica, 19 ottobre 2008

La paura fa novanta

In queste settimane sembrano moltiplicarsi in maniera esponenziale i casi di xenofobia e apologia del fascismo. In tv si moltiplicano le tavole rotonde sul tema, con esponenti di destra e della Lega Nord invitati probabilmente in quanto esperti sul tema.
Dico così perchè è molto divertente vedere i leghisti, quelli che volevano i mussulmani nel deserto, che "scherzavano" sull'infiammabilità delle barbe e delle tuniche, che "folkloristicamente" disinfettavano i posti a sedere dei treni usatti dalle persone di colore, tutti questi personaggi che con evidente imbarazzo rispolverano la parte più politica del loro partito, parlando di lavoro e di operai.
Devo confessarvelo, mi fanno tenerezza perchè se guardate i loro teneri occhiucci padani vedrete una paura fottuta, riassumibile in una frase: "cazzo, ci hanno presi sul serio".
Eh già, perchè tutto il loro folklore si è tasformato in concreti attacchi agli extracomunitari, di ogni tipo, colore e collocazione sociale, e ovviamente parlo di attacchi fisici ma anche simbolici, come le sagome di bambini di colore dipinte di bianco.
Sì, gli italiani li hanno presi sul serio. Dopo mesi di martellamento mediatico sulle rapine in villa - ormai fuori moda-, sul rumeno stupratore, sul clandestino assassino, dopo tutti questi mesi gli italiani hanno una paura fottuta, perchè come disse qualche giorno fa una signora infervorata ai microfoni del tg Rai regionale, "quello che dice la televisione è la verità". E allora via le ronde, troppo "molli" e avanti con spranghe e pietre, con coltelli e mazze a dare la caccia ai negri per le strade delle città.
Gli esponenti di destra poi mi divertono ancora di più. Si perchè loro soffrono ancora maggiormente di un certo sdoppiamento: da una parte devono mostrare di non avere "le palle di velluto", come disse la Santanchè di Fini, ma dall'altra non possono dirsi fascisti fascisti, perchè altrimenti appena spunta qualche svastica perderebbero punti..
E in tutto questo simpatico teatrino, noi italiani ci stiamo involvendo, stiamo dimenticando l'accoglienza che dovrebbe contraddistinguere un popolo di emigranti, stiamo diventando come i cani spaventati: pronti a mordere chiunque, anche il padrone.
Viva l'Italia.
jachino alle 00:03 in:
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